Captain Who , semi-opera marinaresca composta dal compositore polacco Wojciech Stępień e diretta dalla regista Sara Selim, approda in Italia dopo il debutto in Polonia con il sostegno del Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale (2023). La produzione, firmata dal Teatro di Documenti, è realizzata in collaborazione con l’Istituto Polacco di Roma, l’Istituto Adam Mickiewicz e con il patrocinio della rete EUNIC – European Union National Institutes for Culture.

Ispirato alle semi-opere di Henry Purcell, Captain Who intreccia gighe e danze scozzesi con canti marinareschi, melodie barocche, folk e jazz. Ne nasce una partitura originale che fonde la tradizione musicale europea con una sensibilità contemporanea. L’ambientazione è una taverna di fine Settecento, popolata da marinai, un oste, una prostituta e un giovane mozzo: figure che danno vita a un racconto di solitudine, violenza e vulnerabilità. Al centro della vicenda emerge l’enigmatico Capitano, simbolo di un patriarcato in crisi.

Captain Who – semiopera marinaresca con musiche di Wojciech Stępień e libretto originale in inglese di Paweł Jędrzejko – conduce il pubblico nel mondo evocativo di una vecchia taverna di pescatori, resa viva da musiche suggestive e da un racconto intenso.

Nella taverna, quattro marinai si riuniscono per bere e cantare, affiancati da un oste (baritono). In questo spazio chiuso e sospeso nel tempo, la taverna diventa un microcosmo in cui la condizione umana – le sue fragilità, i desideri e le tensioni morali—si manifesta con forza. Due figure ulteriori arricchiscono questo universo: la “prostituta” (mezzosoprano), che affronta la violenza dell’oggettificazione, e il “mozzo” (controtenore), la cui vulnerabilità giovanile contrasta nettamente con la durezza del mondo che lo circonda.

Attraverso una serie di arie e momenti d’insieme, l’opera esplora le dinamiche mutevoli di potere e vulnerabilità, rivelando le fratture emotive che attraversano i personaggi. Al centro si staglia l’enigmatico Captain Who (baritono), figura che incarna un patriarcato in crisi. La sua presenza oscilla tra autorità e crollo: un uomo plasmato da sistemi di potere, ma profondamente isolato al loro interno. In un raro momento di tenerezza, la sua ninna nanna alla figlia—costretta alla prostituzione per sopravvivere—lascia intravedere un’umanità nascosta sotto la violenza, rivelando le contraddizioni di una figura al tempo stesso agente e vittima del mondo in cui vive.

Dal punto di vista musicale, l’opera si muove tra passato e presente. Definita da Stępień come “canti e danze in stile antico”, la partitura unisce la scrittura vocale a un organico strumentale distintivo – viola da gamba barocca e violino jazz. Questa fusione crea un’atmosfera sospesa, quasi senza tempo, in cui tradizione e innovazione convivono e i temi universali trattati dal libretto emergono con chiarezza.

Presentata in prima assoluta il 9 novembre 2022 al Teatr Rozrywki di Chorzów, Captain Who viene ora presentata in Italia con il sostegno dell’Istituto Polacco di Roma. Riunendo musicisti polacchi e cantanti italiani, la produzione promuove un dialogo dinamico tra tradizioni artistiche, dimostrando come il teatro musicale possa attraversare confini culturali e confrontarsi criticamente con tematiche urgenti della contemporaneità.

Credo che opere come Captain Who possano contribuire a ridefinire il ruolo dell’opera oggi, mostrando come questa forma d’arte possa evolversi rimanendo al tempo stesso radicata nella propria storia e tradizione. Non si tratta soltanto di aggiornare il linguaggio musicale o di affrontare temi contemporanei: si tratta di creare un’esperienza che sia al tempo stesso emotivamente potente e intellettualmente stimolante.

Come regista, sono convinta della capacità di Captain Whodi entrare in relazione con il pubblico in modo profondo e significativo. La sua esplorazione della mascolinità tossica, della perdita di potere e delle dinamiche di genere parla direttamente al presente. Attraverso la musica e il racconto, l’opera supera i confini culturali e temporali, aprendo uno spazio di riflessione e dialogo.

Mettere in scena Captain Who significa confrontarsi con il presente attraverso una forma che mette in dialogo passato e futuro. L’opera attinge a linguaggi musicali storici e li trasforma in strumenti espressivi capaci di affrontare questioni urgenti e universali. In questo modo, trova un equilibrio tra tradizione e innovazione, costruendo una voce distintiva capace di raggiungere un pubblico ampio e diversificato.

Questa produzione rappresenta anche un esempio significativo di collaborazione internazionale, riunendo forze artistiche provenienti dalla Polonia e dall’Italia. Il lavoro del compositore Wojciech Stępień e dei musicisti polacchi incontra le interpretazioni di otto cantanti italiani, arricchito dalla visione di Paweł Jędrzejko—poeta, capitano di mare e studioso di letteratura marittima e dell’opera di Herman Melville.

Questo dialogo tra culture rafforza la capacità dell’opera di entrare in risonanza con il pubblico, restando al tempo stesso radicata in esperienze umane condivise. Affrontando temi sociali rilevanti attraverso un approccio collaborativo e innovativo, Captain Who dimostra come l’opera possa continuare a evolversi—restando vitale, attuale e capace di interrogare la complessità del presente.

Sara R. Selim

Regia
Sara R. Selim

Musica
Wojciech Stępień

Libretto
Paweł Jędrzejko

Cantanti

Vladimir Jindra – Captain Who
Alessio Neri – Bartender / Sailor 4
Veronica Aracri – The Prostitute
Chiara Latini – The Boy
Marco Ciardo – Sailor 1
Giacomo Balla – Sailor 2
Martin Kurek – Sailor 3

Musicisti

Mikołaj Kostka – Jazz Violin
Justyna Młynarczyk – Baroque Viola da Gamba

Direzione musicale
Wojciech Stępień

Scenografia e costumi
Francesca Visocchi

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